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Mappatura nevi 

La metodica classica prevede in primo luogo l’ispezione visiva da parte dello specialista di tutto il mantello cutaneo e mucoso ed in particolare dei nei e delle neoformazioni di tutto il corpo. La tecnica più diffusa è quella della Dermatoscopia ottica ad Epiluminescenza, che segue subito ad una prima ispezione ad occhio nudo. Essa consiste nell’applicazione di un mezzo di contrasto (acqua, olio o gel ecografico) sulle lesioni che si vogliono approfondire e nella loro ispezione con un apposito strumento, il dermatoscopio. Si tratta di un microscopio ottico di superficie che tramite un raggio luminoso irradia la parte interessata e consente di ottenere immagini ingrandite delle lesioni, che possono essere visualizzate anche su uno schermo ad alta risoluzione ed eventualmente digitalizzate.

In accordo con la più evoluta tecnologia oggi eseguo la mappatura dei nevi anche in maniera digitalizzata oltre che ottica, con lo strumento di acquisizione elettronica DERMAVIEW DUAL, che permette la produzione di immagini di alta qualità grazie all’integrazione del videodermatoscopio HEINE DELTA 20 PLUS.
Sottoponendosi a visite ulteriori e paragonando le foto di volta in volta, si potrà seguire l’evoluzione e l’alterazione dei nei già esistenti o l’insorgenza di nuove lesioni, consentendo di diagnosticare precocemente un’eventuale formazione sospetta o cancerosa, asportandola chirurgicamente e con tempestività. 

Le due tecniche embricate risultano molto vantaggiose,  sempre ad un occhio esperto, perché consentono al dermatologo di osservare la cute in modo molto dettagliato, fino alla giunzione dermo-epidermica. Entrambe le metodiche, di dermatoscopia ottica e digitale,  sono di veloce esecuzione, indolori, semplici ed affidabili, fortemente operatori dipendenti, per cui prima di acquisire una certa sicurezza diagnostica bisogna aver fatto un training di esperienza in questo campo così difficile. 

DERMAVIEW DUAL

Per tutti i miei pazienti che necessitano (per una lesione sospetta cutanea o mucosa) di una asportazione chirurgica in anestesia locale (ed esame istologico), in collaborazione con il mio collega Chirurgo Plastico ed Estetico dott. Francesco Figliuolo abbiamo optato per la sala operatoria del nuovissimo Centro Medico New Life: Sicurezza e Qualità garantita.

AUTOESAME DELLA CUTE: RACCOMANDAZIONI PER IL PAZIENTE
A CURA DELLA DOTT.SSA CONESE

Di fondamentale importanza preventiva è l’autoesame della cute. L’autoesame della cute è una procedura molto semplice. Il momento migliore per eseguirlo è dopo il bagno o la doccia. Scegliere una stanza ben illuminata dove sia disponibile uno specchio a figura intera e tenere a portata di mano uno specchietto.

  1. Imparare dove sono localizzati ‘voglie’, nei e macchie congeniti, che aspetto hanno e qual è la loro consistenza.
  2. Verificare attentamente se un neo ha dimensioni, forma, consistenza o colore differenti rispetto alla volta precedente o se è presente un’ulcerache non vuole rimarginare.
  3. Scrutarsi attentamente dalla testa ai piedi, senza trascurare nemmeno un centimetro quadrato di cute, esaminando anche schiena, cranio, solco tra le natiche e genitali.
  4. Guardarsi allo specchio davanti e dietro, e sollevare le braccia per esaminare anche le ascelle.
  5. Piegare il gomito e osservare attentamente unghie, palmo della mano, avambraccio (anche la parte posteriore) e braccio. Ripetere sull’altro braccio.
  6. Esaminare le gambe davanti, dietro e lateralmente. Guardare anche tra le natiche e intorno ai genitali.
  7. Mettersi a sedere ed esaminare attentamente i piedi, comprese unghie, piante e spazi tra le dita.
  8. Scrutare attentamente volto, collo, orecchie e cranio. Scostare i capelli con il pettine o con il phon, o ancora meglio chiedere l’aiuto di un familiare o di un amico, in quanto non è facile esaminare il cuoio capelluto da soli.

Eseguendo periodicamente l’autoesame della cute si è in grado di riconoscere ciò che è normale da ciò che non lo è. Può essere una buona idea appuntare la data in cui si è eseguito l’autoesame e annotare le osservazioni. Se si riscontra qualcosa di insolito, consultare immediatamente lo specialista per una visita dermatologica.

Grande amico, ma anche grande nemico  dei tumori della pelle è l’esposizione solare. Se da un lato l’esposizione solare comporta conseguenze positive, come il miglioramento dell’umore, il rafforzamento del sistema immunitario, la regolazione del ritmo sonno/veglia, può avere anche conseguenze negative, come il danneggiamento dei nevi già preesistenti o la nascita di nuove neoformazioni.

Pertanto, durante il periodo estivo e non solo, si consiglia assolutamente l’utilizzo di una protezione solare (con un filtro minimo di 50+) che garantisca una protezione efficace!

Si ricorda anche che:

  • l’applicazione della fotoprotezione deve essere effettuata minimo ogni due ore;
  • anche in macchina ci si può abbronzare. I finestrini dell’automobile lasciano passare il 50% dei raggi UVA e UVB;
  • più si sale d’altitudine, più l’irraggiamento è intenso;
  • al mare, sia sotto l’ombrellone, sia in acqua, nonostante una finta sensazione di freschezza, il 40% dei raggi UV, penetrano, quindi non si è mai davvero protetti dai raggi solari.

Lo sapevate che … 

  • … la pelle dei bambini è più sensibile di quella degli adulti?
  • … la crema solare non basta a proteggere dai raggi UV?
  • … la pelle non può essere preparata al sole
  • … i raggi UV raggiungono la superficie terrestre anche quando il cielo è coperto?
  • … i raggi UV fanno invecchiare la pelle?

Concludendo, nessuna crema può proteggerci al 100% dalle radiazioni ultraviolette e dai danni che possono arrecare a chi esagera. Restano fondamentali le vecchie regole: stare all’ombra nelle ore più calde, usare anche cappello, occhiali e altri capi d’abbigliamento, perché nessuna protezione solare è un filtro magico.

Dott.ssa Marina Conese

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